Il progetto ferroviario Lione-Torino ha l'obiettivo di collegare la Francia e l'Italia tramite una nuova linea, moderna e veloce. Permetterà di ridurre il numero di mezzi pesanti di 1 milione sulle strade alpine e l'inquinamento atmosferico, offrendo un'alternativa ferroviaria più competitiva e rispettosa dell'ambiente. I benefici attesi per il trasporto merci sono un guadagno in efficienza e capacità, e per il trasporto passeggeri, la possibilità di far viaggiare treni internazionali, nazionali o regionali più velocemente e più frequentemente.
Il progetto Lione-Torino è diviso in tre sezioni: la sezione francese, la sezione transfrontaliera e la sezione italiana. Questa suddivisione è dovuta all'estensione e alla complessità del progetto, che richiedono il coordinamento di più committenti nel loro rispettivo ambito di responsabilità (SNCF Réseau, TELT(1) e RFI(2)). Permette di rispondere specificamente alle esigenze e alle peculiarità di ciascuna sezione. La sezione francese collega l'est dell'area metropolitana di Lione a Saint-Jean-de-Maurienne, in interconnessione con la sezione transfrontaliera, attualmente in costruzione.
(1) Società creata da un trattato internazionale tra gli Stati francese e italiano per costruire la sezione transfrontaliera.
(2) Società che gestisce la rete ferroviaria italiana, come SNCF Réseau in Francia.
SNCF Réseau, designata dallo Stato, è il committente della sezione francese del Lione-Torino. Il Committente realizza gli studi della nuova linea e della sua integrazione nei territori attraversati, rispettando gli obiettivi fissati dai finanziatori e in relazione con gli eletti locali. Il finanziamento degli studi è assicurato dall'Unione Europea, dal Ministero dei Trasporti e da alcune collettività locali (la Regione Alvernia-Rodano-Alpi, i dipartimenti del Rodano e della Savoia, il Syndicat Mixte des Mobilités de l’Aire Grenobloise (SMMAG), le comunità di agglomerazione del Grand Annecy, del Grand Chambéry e Grand Lac).
Sì, il progetto Lione-Torino ha già un impatto positivo sull'economia locale, generando numerosi posti di lavoro diretti e indiretti nella valle della Maurienne e in settori diversi come l'edilizia, l'ingegneria, i trasporti e i servizi. Inoltre, la fase di cantiere beneficerà anche i settori dell'alloggio, della ristorazione e dei servizi locali, a causa dell'aumento delle esigenze in questi ambiti durante i lavori.
- I treni passeggeri potranno circolare sulla nuova linea tra l’area metropolitana di Lione e La Tour-du-Pin. Oltre La Tour-du-Pin, il traffico passeggeri diretto verso Grenoble, Chambéry o l’Italia utilizzerà la rete esistente.
- Tra Avressieux e Saint-Jean-de-Maurienne, la linea sarà dedicata esclusivamente ai treni merci, permettendo di accogliere tutti i tipi di treni merci (circa 80 treni al giorno), tra cui:
- Merci sfuse
- Trasporto di container
- Trasporto di rimorchi o camion completi(1).
(1) La scelta dello scenario "grande sagoma" permetterà di trasportare camion interi (rimorchio + cabina), come avviene già, ad esempio, nel tunnel sotto la Manica.
La sezione francese del Lione-Torino porterà benefici ai treni quotidiani. Accogliendo parte del traffico, la nuova linea libererà capacità sulle linee e nelle stazioni esistenti. Questo permetterà di migliorare la fluidità e l’affidabilità delle circolazioni, aumentare il numero di treni e ridurre i tempi di percorrenza per i passeggeri. I progetti dei Servizi Espressi Regionali Metropolitani (SERM) di Lione, Chambéry e Grenoble si basano proprio, a lungo termine, su questa nuova infrastruttura.
La linea ferroviaria attuale che collega la Francia e l’Italia attraverso il tunnel del Moncenisio è stata costruita più di un secolo fa. Non risponde agli standard richiesti per offrire un collegamento merci performante e competitivo rispetto alla strada: ad esempio, le pendenze sono troppo ripide e le curve troppo strette. Concretamente, per permettere ad alcuni treni merci di attraversare le Alpi, è necessario l’uso di una o addirittura due locomotive aggiuntive. Ciò è particolarmente problematico, soprattutto considerando che la strategia nazionale a basse emissioni di carbonio prevede un aumento del 40% del traffico merci entro il 2050. La sezione francese, in combinazione con la galleria di base, permetterà di rispondere a queste sfide.
Come ogni progetto di sviluppo, la sezione francese del Lione-Torino comporta impatti sull’ambiente. Essi sono stati oggetto di una prima valutazione nell’ambito del fascicolo d’inchiesta pubblica del 2012 e riguardano sia il mezzo fisico (cioè tutto ciò che riguarda suoli e rilievi), il mezzo naturale (ovvero gli ecosistemi interessati dal progetto), sia il contesto umano e alcune attività economiche.
Questi impatti saranno pienamente presi in considerazione dal committente: gli effetti negativi saranno evitati o ridotti il più possibile e saranno messe in atto misure compensative, come la creazione di nuovi spazi naturali o la riqualificazione delle aree interessate. Gli studi in corso permetteranno di aggiornare e adattare le misure da mettere in atto affinché siano realmente pertinenti e adeguate alle specificità di ogni zona.
I lavori saranno attivi per diversi anni e comporteranno disturbi (come interruzioni del traffico stradale e ferroviario, inquinamento acustico, polvere, ecc.). Gli studi attualmente in corso permetteranno di definire e proporre misure di riduzione, in parallelo a uno scambio continuo tra SNCF Réseau e gli attori locali per garantire che tutte le loro preoccupazioni siano prese in considerazione. Verranno messe in atto misure per limitarli, come:
- Deviazioni del traffico
- Barriere acustiche temporanee
- Adattamento degli orari dei lavori, ecc.
Il costo della prima fase è stimato a 7,2 miliardi di euro (valore 2022). La notevole complessità tecnica del progetto, in particolare la costruzione di 72 km di gallerie, giustifica questo importo considerevole.